Ultimamente sento moltissime persone dire la stessa cosa: “Vabbè ma tanto lo fai fare all’AI no?”
Come se fosse diventata la soluzione universale a qualsiasi problema. Hai bisogno di un sito web? Apri ChatGPT, Claude o Gemini. Paghi l’abbonamento. Scrivi due prompt. Fine. Problema risolto.
O almeno… così sembra.
Perché oggi passa l’idea che basti usare strumenti per creare siti web con intelligenza artificiale per avere automaticamente qualcosa di bello, utile, strategico e pronto a portarti clienti. Ma lascia che ti dica una cosa terra terra: sì, puoi fare un sito con l’AI. Puoi anche farlo in poco tempo. Ma non è detto che tu stia costruendo qualcosa che regge.
Siti web con intelligenza artificiale? Te lo faccio in un’ora.
Te lo dico senza troppi giri di parole. Se vuoi, ti posso fare un sito web a 60€ in un’ora, interamente con l’intelligenza artificiale. Davvero.
Layout generato. Testi generati. Immagini generate. Colori generati. Tutto generato.
Così, perché tanto ti serve solo qualcosa da buttare online, giusto?
Qualcosa che faccia dire: “Ho un sito anch’io”.
Ma fermati un attimo. Qual è il costo reale di tutto questo? Non parlo di soldi. Parlo di valore.
Perché i siti web con AI possono sembrare una scorciatoia furba, soprattutto quando ti promettono tutto subito. Il problema è che un sito non dovrebbe essere solo “presente online”. Dovrebbe raccontare chi sei, spiegare cosa fai, farti capire da chi ti sta cercando e aiutarti a essere scelto. È un concetto che ripeto spesso nella mia pagina sulla realizzazione siti web a Treviso: un sito non è un biglietto da visita, è il tuo primo colloquio.

Fare un sito è come costruire casa
Immagina di voler costruire casa tua. Non un capanno da giardino. Casa tua. Quella dove devi vivere per anni.
Ti affideresti a un robot che genera muri a caso? Ti fideresti di fondamenta fatte in automatico, senza conoscere il terreno? Oppure vorresti qualcuno che studia dove costruire, come farlo e con quali materiali?
Un sito web è la stessa cosa. È la tua casa sul web. È il posto dove arrivano i tuoi clienti, dove racconti chi sei, dove costruisci fiducia.
E se le fondamenta fanno schifo, prima o poi crolla tutto.
Magari non subito. Magari all’inizio sembra tutto a posto. Il sito si apre, le sezioni ci sono, le immagini pure. Però poi provi a farlo crescere, a posizionarlo su Google, a trasformarlo in uno strumento commerciale, e lì salta fuori il problema: non era stato pensato per reggere.
È la differenza tra creare una pagina tanto per esserci e progettare un sito con una struttura vera. Un sito one page, per esempio, può essere anche semplice e snello, ma deve comunque avere una logica. Non basta incollare blocchi a caso. Ne parlo anche nella pagina dedicata alla realizzazione siti web: una pagina può essere essenziale, ma non per questo deve essere vuota.
Stai davvero costruendo i valori della tua attività sull’AI?
Questa è la domanda che dovresti farti. Non: “Funziona?”. Ma: “Ha senso?”.
Perché quando fai un sito interamente con l’AI, senza una testa dietro, succede una cosa molto semplice: perdi te stesso.
Perdi originalità, autenticità, identità, carattere. E senza accorgertene stai costruendo i valori della tua attività su qualcosa che non capisce davvero chi sei.
L’intelligenza artificiale non conosce la tua storia. Non conosce il tuo mercato. Non conosce i tuoi clienti. Non sa cosa ti ha portato fin lì, cosa ti rende credibile, quali problemi risolvi davvero e perché qualcuno dovrebbe scegliere te invece del primo concorrente che trova su Google.
Sa solo mescolare quello che esiste già.
Ed è qui che i siti web generati con intelligenza artificiale iniziano a mostrare il fianco. Sono comodi, sì. Veloci, anche. Ma spesso tirano fuori testi che sembrano usciti dallo stesso stampino: “soluzioni su misura”, “servizi a 360 gradi”, “innovazione e qualità”. Insomma, il festival delle frasi che non dicono niente.
Io l’AI la uso. Ma non le lascio decidere.
Sia chiaro: io l’intelligenza artificiale la uso ogni giorno. La uso come supporto, consulente veloce, generatore di immagini, correttore di testi, acceleratore di idee. Mi fa risparmiare tempo, mi velocizza il lavoro e mi aiuta a testare soluzioni.
Ma non le lascio le chiavi di casa.
Perché una casa va progettata, pensata, costruita con criterio. E la tua presenza online non merita meno. Se vuoi un sito web completo, magari con più pagine, servizi, casi studio e una struttura pensata per crescere, non puoi basarti solo su prompt e automatismi. Serve una direzione. Serve capire cosa mostrare prima, cosa spiegare dopo e come accompagnare l’utente dentro al tuo mondo. Questo è il motivo per cui, quando progetto siti web, non parto mai dal “mettiamo una sezione qui e una lì”. Parto da cosa deve capire la persona che arriva sul sito.
All’inizio sembra magia. Poi arriva la realtà.
Per esperienza le ho provate tutte. Ho generato interi siti di test usando strumenti che promettono siti web con intelligenza artificiale. E sì, all’inizio dici: “Wow, funziona da Dio”.
Tutto veloce. Tutto automatico. Tutto apparentemente perfetto.
Poi però succede quello che qui in Veneto diciamo così: “gira e missia” (Gira e rigira), i pattern sono sempre gli stessi. Gli stessi layout. Gli stessi testi. Le stesse soluzioni. Sempre uguali, sempre medi, sempre senza anima.
E sai qual è la cosa più assurda? Alla fine ti ritrovi a sistemare un lavoro fatto a metà.
A quel punto la domanda è semplice: non ha più senso iniziare da zero, ma farlo con criterio?
Usare l’AI sì. Ma solo dove serve. Non per sostituire il cervello, ma per potenziarlo. Un po’ come una calcolatrice: ti velocizza i calcoli, ma se la usi sempre per tutto, prima o poi dimentichi pure come si fanno le divisioni in colonna.
E piano piano succede una cosa pericolosa: perdi manualità, perdi capacità critica, perdi personalità. E quando perdi personalità, il tuo sito diventa uno dei tanti.
Un sito non è qualcosa da buttare online
Un sito web fatto bene non nasce per caso. Nasce da una strategia, da un’idea chiara, da una direzione precisa e da una visione nel tempo.
Non è una pagina da pubblicare. È uno strumento da costruire. Con fondamenta solide.
Perché se domani vuoi crescere, cambiare o migliorare, deve reggere. Non può essere un castello fatto con blocchi generati a caso. E questo vale per un sito vetrina, per un blog, per un portfolio e ancora di più per un negozio online. Anche un e-commerce non è una magia: è uno strumento che va costruito, curato e alimentato.
Quindi sì, usiamo l’AI. Ma con testa.
Io non sono contro l’intelligenza artificiale. Anzi. La considero uno strumento potentissimo. Ma come ogni strumento, dipende da chi lo usa.
Usata bene, accelera. Usata male, appiattisce.
E se stai costruendo la tua attività online, ricordati questa cosa: la tua casa sul web deve poggiare su fondamenta vere, non su prompt improvvisati.
Perché un sito non serve solo per esserci. Serve per durare.
